La scomparsa di Aldo Bellagambi 

Nel 1948 la nazionale di pallavolo azzurra svolse un lunghissimo raduno collegiale sul campo degli ASSI, quasi un mese fra agosto e settembre, cinque ore giornaliere tra preparazione fisica e tecnica. Una vera e propria attrazione per i giovanotti appassionati di pallavolo che dal 1946 avevano dato vita alla sezione Volley degli ASSI. Questi, quasi tutti residenti nel vicino rione di Ricorboli, riuscirono in quell’estate tinta di azzurro a convincere un loro amico – che per altezza e prestanza prometteva di poter essere utile alla squadra gigliata – ad assistere come spettatore agli allenamenti della nazionale.

Era il diciottenne Aldo Bellagambi, classe 1930, e lo spettacolo degli azzurri in allenamento gli piacque così tanto da divenire in brevissimo tempo una delle colonne della squadra, passata dal torneo regionale del 1948 alla Serie A nel breve giro di qualche anno e arrivando – nel 1957 – a cogliere un terzo posto nella classifica finale che sarebbe rimasto ineguagliato.

Lo schiacciatore biancorosso entrò subito stabilmente a far parte delle rappresentative nazionali: nel 1958 quando Bellagambi assunse il ruolo di giocatore/allenatore della squadra del Viale Michelangelo, poteva già vantare oltre quaranta presenze in maglia azzurra, medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo nel 1959.

Nel 1962 Bellagambi giocò l’ultima stagione con la maglia biancorossa: il trasferimento del campo di gioco al Palazzatto dell’I.T.I. nel quartiere di Rifredi si rese indifferibile per l’obbligo imposto dalla Federazione di giocare al coperto dalla stagione successiva. Un trasferimento che fece perdere sicurezza e forse identità ai biancorossi. Il formidabile schiacciatore azzurro passò così alla neocostituita “Ruini” la squadra del Gruppo Sportivo dei Vigili del Fuoco, destinata a scrivere negli anni a venire alcune delle più belle pagine dello sport fiorentino: cinque scudetti, uno vinto da giocatore/allenatore, gli altri quattro dalla panchina, oltre un decennio di sfide ai massimi vertici in un avvincente, strenuo confronto con le squadre emiliane.

Aldo Bellagambi aggiunse al suo personale palmares anche lo scudetto femminile vinto dalla Valdagna Scandicci e ricoprì il ruolo di responsabile tecnico delle nazionali femminili dal 1970 al 1978: una medaglia d’argento ai Giochi del Mediterraneo il miglior risultato ottenuto in quel periodo. Ad oggi Bellagambi è l’unico tecnico a cui sia riuscita l’impresa di conquistare uno scudetto sia a livello maschile che femminile.

Aldo se ne è andato in punta di piedi nella notte dopo Ferragosto, il 5 ottobre avrebbe compiuto i novant’anni. Alla maglia biancorossa, indossata per 14 anni consecutivi, è sempre stato molto legato, presente ad ogni appuntamento celebrativo della storia della società del Viale dei Colli.

Il Presidente Marcello Marchioni e il Consiglio Direttivo partecipano al lutto della famiglia per la perdita di un grande campione, di uno stimatissimo uomo di sport.

Sia lieve la terra al nostro indimenticabile “numero nove”, al ragazzo di Ricorboli che visse sul nostro impianto gli anni più spensierati, preparandosi alle più grandi imprese.

 

 

La formazione dell’ASSI che prese parte al primo campionato di Serie A nel 1956

Da sinistra. In piedi: Bellagambi, Lecci, Capecchi, Tornei, Angeleri, Romoli; accosciati: Bemporad, Nardini, Boccucci, Baldanzi, Alari.